Il Duomo

Il Duomo è un interessante esempio di architettura romanico-lombarda iniziato nel 1107, danneggiato gravemente dal terremoto del 1117 e consacrato nel 1190. Successivi interventi trasformarono la pianta originaria basilicale in croce latina con l’aggiunta dei transetti settentrionale e meridionale che denotano l’arrivo nell’Italia settentrionale dell’arte gotica. Il complesso absidale mostra quasi intatta la struttura primitiva che si distingue da altri esempi di romanico padano per la decisa spinta dell’insieme verso l’alto. La facciata settentrionale è ricca di trifore, quadrifore e rosoni ornati a intrecci geometrici e si conclude con una galleria montante. La facciata meridionale, anch’essa ornata di trifore, quadrifore e rosoni, è un esempio di stile gotico. La facciata principale ha subito numerose trasformazioni e aggiunte nel corso dei secoli, tanto da apparire oggi composita. Il grande portone, noto anche come Porta Regia, è ornato di sculture antichissime tra cui si distinguono i quattro profeti maggiori degli stipiti. Il protiro, rifatto nel XIII secolo, poggia su due leoni stilofori realizzati da G. Bissone nel 1285. La tribuna a tre archi ospita le statue della Madonna, di S. Imerio e S. Omobono. La base della loggia è ornata dal fregio dei mesi, opera della scuola dell’Antelami e con il maestoso rosone di G. Porrata. La facciata si arricchì del portico bramantesco della Bertazzola fra il 1497 e il 1550. L’interno del Duomo, ricchissimo di affreschi, si è guadagnato la nomea di Cappella Sistina del nord Italia. Lungo la navata centrale è possibile ammirare il ciclo di affreschi della Vita della Vergine Maria e della Vita di Cristo, realizzati da Boccaccio Boccaccino, da Giovan Francesco Bembo, e da Altobello Melone. Di rilievo anche le scene della Passione di Cristo del Romanino, cui si alternò il Pordenone, autore della Crocifissione della controfacciata. Sul lato sinistro del portale è affrescata “La Resurrezione di Cristo” di Bernardino Gatti. Il ciclo di affreschi è oggi tornato al suo antico splendore, grazie al recente restauro. Sull’arco trionfale è l’Annunciazione del Boccaccino del 1507, eseguita un anno dopo il grande affresco arcaizzante del Redentore nel catino dell’abside. Da ammirare sono anche i due pulpiti con altorilievi di fine ’400, attribuiti a G. A. Amedeo e l’Arca dei Santi Marcellino e Pietro.